Quando la retribuzione corrisposta è inferiore a quella prevista dal contratto collettivo o dagli accordi individuali, o i contributi non sono stati versati correttamente, il lavoratore può far valere le proprie ragioni.
Sono le somme che il lavoratore avrebbe dovuto ricevere e non ha ricevuto: inquadramento inferiore alle mansioni svolte, straordinari non pagati, mensilità aggiuntive, ferie e permessi non goduti né retribuiti.
Riguardano i contributi previdenziali che il datore di lavoro doveva versare e non ha versato, in tutto o in parte. Incidono sulla posizione previdenziale del lavoratore e vanno verificate con attenzione.
Si parte dalla verifica di buste paga, contratto e contributi versati; segue di norma una richiesta al datore di lavoro e, se necessario, l’azione davanti al giudice del lavoro. Per l’altra parte, il datore di lavoro ha interesse a corrispondere ciò che è effettivamente dovuto, senza assecondare pretese eccessive.